Perché l’arte ci emoziona? Guardare un’opera d’arte come se ci si trovasse al suo interno aiuta l’utente ad immedesimarsi e provare forti sensazioni. Rievocare i movimenti compiuti dalle mani dell’artista. Assaporare quelle stesse sensazioni ed intuizioni. 

A spiegare questo particolare processo è stato Vittorio Gallese, professore del dipartimento di neuroscienze dell’università di Parma ed esperto di neuroestetica.


Viandante sul mare di nebbia (C.D.Friedrich)

Il segreto delle opere d’arte

“L’abilità di un pittore coincide con la sua capacità, spesso inconscia, di rievocare un’emozione nel cervello dell’osservatore”. Sarebbe questo l’ingrediente segreto che ci permette di entrare in forte empatia con un’opera d’Arte. 

Quante volte ti è capitato di percepire una precisa emozione difronte ad un quadro? Quasi quell’opera parlasse e rivelasse segreti inconsci. È presto detto: la natura empatica dell’uomo rende strettissimo ed incredibilmente forte il rapporto con il mondo dell’Arte in genere. 

La teoria di Gallese.

Gallese ipotizza che le emozioni trasmesse da un’opera d’arte attraverso la tensione muscolare e le espressioni facciali dei suoi protagonisti si riflettano nella corteccia cerebrale degli osservatori. 

Si tratta dello stesso meccanismo di empatia che ci permette di vivere in sintonia con gli altri esseri viventi.

X