Raffaele Bova, la pratica dell’Arte

Raffaele Bova, la pratica dell’Arte

Il racconto di 50 anni segnati da dipinti, disegni, azioni e performance. La nuova monografia targata Gutenberg Edizioni dedicata all’artista napoletano Raffaele Bova e firmata dal critico d’arte Massimo Bignardi.

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Pratica creativa / Parola al critico Massimo Bignardi

La traccia sulla quale si muove questo primo studio monografico, ricostruttivo di poco più di cinquant’anni di operatività creativa, si articola su due linee parallele: da una parte, l’attività performativa, le azioni, gli interventi per il sociale, realizzati anche all’interno dell’attività del Collettivo Lineacontinua Terra di Lavoro, 3 che segnano principalmente gli anni settanta; dall’altra, la passione per il medium della pittura, la sua tradizione che, dalla prima metà degli ottanta, con maggiore maturità, scorre fino ai nostri giorni.

L’arte è, per Bova, un esercizio dell’animo; spazia sulla dimensione di quei momenti, nei quali l’emozione di sentirsi parte attiva al mondo, sprofonda nel magico.

Raffaele Bova – Dipinti, disegni, azioni & performances 1970-2020 (Gutenberg Edizioni)

Chi è Raffaele Bova

RAFFAELE BOVA, nasce a Frignano (CE) nel 1946. Si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli dove è allievo di Domenico Spinosa. Nel 1970 con la partecipazione alla rassegna “Giovani Pittori”, allestita presso il Centro Sud Arte di Scafati ha inizio la sua attività espositiva. Nel 1972 è tra gli artisti invitati a “Perché l’ironia?”, esposizione tenutasi nel Salone delle Mostre della Camera di Commercio di Caserta, con interventi
critici di Crispolti, De Micheli, Marchiori, Vivaldi e Ruju. Nello stesso anno Bova allestisce due personali, una presso il Centro d’Arte CZ di Aversa, l’altra, intitolata Vita Morte (Miracoli) del Surrealismo: Raffaele Bova – Salvador Dalí, presso lo Studio Junk Culture di Caserta.

Nel 1974 allestisce, invece, N.U. presso Il Guizzo di Caserta e, sempre in città, l’azione/performance Operazione CE(S2)O, anticipazione del suo impegno per il sociale e l’ambiente. In questa direzione, alla metà degli settanta, con Peppe Ferraro, Livio Marino, Aldo Ribattezzato e Antonello Taglia fierro, fonda il Collettivo Lineacontinua Terra di lavoro, operando intensamente, tra il 1976 e il 1979 nel territorio casertano, in collegamento con altri gruppi e singoli operatori estetici campani, la cui aggregazione riguardo alle problematiche del lavoro culturale rappresenta una delle vicende più interessanti della cultura artistica non solo meridionale. All’interno del gruppo Bova mantiene, comunque, una sua specificità, contraddistinto da una vena dissacratoria e provocatoriamente ironica nei confronti delle forme di potere, come testimonia, ad esempio il ciclo di opere e azioni dedicato alla Lira.


Gli anni ottanta, invece, si aprono con l’invito a partecipare alla sezione speciale, “Il tempo del museo Venezia”, curata da Ugo La Pietra, della Biennale di Venezia del 1980, nella quale espone Ricordi di una porta (Duchamp non c’entra) dalla toilette uomini della Biennale di Venezia, ricontestualizzando la toilette del Padiglione italiano, all’interno del
percorso espositivo.

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Francesco Cecchetto – Frammenti dall’inconscio (Mostra digitale)

Francesco Cecchetto – Frammenti dall’inconscio (Mostra digitale)

Martedì 1 giugno alle ore 18.00 si inaugura online la mostra di FRANCESCO CECCHETTO, Frammenti dall’inconscio, terzo appuntamento della rassegna LUOGHI DEL PAESAGGIO.

La riflessione di Massimo Bignardi

“Francesco Cecchetto in queste opere, in particolare quelle recenti, pone la sua pittura oltre la visione del vigile sguardo che relaziona il ricordo alla realtà”. È quanto rileva Massimo Bignardi nel breve testo di presentazione che accompagna la mostra. “La tela, la trama fitta del tessuto o quella della carta per acquerello, restituiscono l’immagine di un paesaggio che è tutto interiore, come di un luogo sospeso dell’anima. La tecnica sfoca ogni contorno, disperde la possibilità di definire i corpi e la natura.

È il colore, emotivo e carico di lirismo, a dettare il percorso che tiene insieme l’uomo alla terra, ove masse di figure, senza identità, ci vengono incontro, come flussi che risalgono da infiniti profondi abissi. Il paesaggio diviene pretesto narrativo offrendo all’artista la possibilità di gettare un ponte fra la raffigurazione delle ‘cose’ e la trama dei segni che affiorano dal nascosto territorio dell’inconscio.”

Chi è Francesco Cecchetto

Nato nel 1951 vive e lavora a Solaro. Mostre personali, collettive e rassegne: 1990  “Segni Diversi” Centro Culturale Cascina Emanuela, Solaro, Milano; 1991    “Nero”(personale) Centro Culturale Cascina Emanuela, Solaro, Milano; 1994 “Percorrenze della Pittura”, Villa Borromeo, Solaro, Milano, a cura di Massimo Bignardi; 1996 “Paesaggio Interiore”, Galleria Contemporanea, Bari, a cura di Massimo Bignardi; 1997 “Trame del Disegno Contemporaneo”, Galleria Dedalos, San Severo, Foggia; “Arteinceramica”, Scuderie di Palazzo Reale, Napoli, a cura di Massimo Bignardi;  “Priorità del Disegno”, Galleria Pageart, Angri, Salerno;  “Lezioni per l’Immaginario”, Villa Borromeo, Senago, Milano; “XXIV Premio Sulmona”, Palazzo dell’Annunziata, Sulmona, L’Aquila; “Sogni colorati di Argilla”, Palazzo delle Arti, Capodirise, Napoli; 1998 “Arie Mediterranee”, Medelhavsmuseet, Stoccolma, a cura di Massimo Bignardi;  “I Giardini di Klingsor”, Biblioteca Sormani, Milano;   “Nuove Rotte”, Galleria Dedalos, San Severo, Foggia; 1999 “Paesaggi del Silenzio”, Agerola; 2000 “Corni d’Autore” Figure dell’Immaginario Apotropaico, Spazio Agorà, Napoli; 2002 “Paesaggi”(personale), Villa Rufolo, Ravello, Salerno; “Il Mare”, Palazzo dei Templari, Molfetta;  Personale, Galleria Selezioni d’Arte, Salerno; 2003 “Lo Specchio dell’Animo” (personale), Galleria S.Giorgio, San Giorgio a Cremano, Napoli; 2008 Personale, Studio Proellixe, Milano.


Direzione artistica: Massimo Bignardi

Coordinamento organizzativo: Felicia Landi

Ufficio stampa: Caterina La Bella (Comune di Baronissi)

                             Barbara Landi (Museo-FRaC Baronissi)

Catalogo online: Gutenberg Edizioni

Redazione: Carmine Vitale

Voce narrante: Andrea Avagliano

Progetto grafico: Enzo Ricciardi

In collaborazione con:  Associazione CulturaleTutti Suonati

Paolo De Santoli – Spazi oggettivi dello sguardo (Mostra online)

Paolo De Santoli – Spazi oggettivi dello sguardo (Mostra online)

Domenica 16 maggio alle ore 18.00, si inaugura la mostra di PAOLO DE SANTOLI, Spazi oggettivi dello sguardo. Apre al pubblico online, sui canali del Museo FRaC e della Gutenberg Edizioni, il secondo appuntamento della rassegna LUOGHI DEL PAESAGGIO .

 “Il luogo è quello delle sue origini – rileva Massimo Bignardi – da dove Paolo ha fatto partire il suo sguardo, fin dai primi anni di vita. Quello della Murgia è un paesaggio piano che si spande come il mare. Di tanto in tanto il vento ne muove la superficie, fa ondeggiare gli uliveti alternando pieni e vuoti, fasce d’argento a macchie di verde scuro. I dipinti che ha realizzato in questi ultimi anni non sono altro che le pagine di un diario interiore, fogli di un viaggio che l’artista ha, per lungo tempo, compiuto attraversando itinerari immaginifici per raggiungere  Matera, ove insegnava. I colori, luminosissimi, sono quelli  di spazi oggettivi, ossia avvertiti nella fragranza della realtà, nella materia che si fa visione: ha colto il corpo di questa terra, come il respiro accoglie la vita.”

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Chi è Paolo De Santoli

Nato a Terlizzi nel 1956. È attivamente interessato e partecipe alle problematiche di Arte e Design. Fruitore di forme e tecniche della cultura artigiana mediterranea. Ha studiato Pittura all’Accademia di Belle Arti. Già grafico per l’ immagine del gruppo Calabrese. Docente di Discipline Pittoriche e Anatomia Artistica prima al Liceo Artistico di Brindisi, poi a Matera, ora all’Istituto Statale d’Arte di Corato. Vive e lavora a Terlizzi. Operatore e coordinatore dello Spazio d’Arte RA comunicazione totale, promotore di diverse operazioni d’Arte contemporanea come: la collezione “BaccoBaldo fra lumi e fumi”; la rassegna “Federico, i cavalieri, i lega-menti in-crociati”; il parco scultura “la Quercia dei 99 cavalieri”. Ha all’attivo numerosissime mostre fra collettive e personali, esponendo con regolarità dal 1972 sia in Italia che all’estero. Sue opere si trovano in diverse collezioni pubbliche e private. È  presente in la Pittura contemporanea in Italia meridionale 1945-1990 volume di  cura di Massimo Bignardi (Electa, 2003).

Dal 2005 porta avanti una ricerca sui ”Cavalieri Raggianti” lampade – scultura da installazione, evocative-ironiche-dissacranti dove recupero-riuso-riciclo diventano parole d‘ordine della nuova creatività, insieme alle tecniche artistiche tradizionali e all’apporto della luce. È  un’opera che lotta “contro l’appiattimento omologante, l’ossessione globalizzante, queste figure artigiane c’insegnano un’altra ostinazione, un’altra dimensione: che il respiro della fantasia, il prodigio della luce, l’utilità delle piccole cose, la novità del colore, il sarcasmo e l’ironia, il ritmo e la magia, il canto e l’incanto possono affrescare un cielo altro”. I “Cavalieri Raggianti“ sono stati esposti nell’Ospedaletto dei Crociati a Molfetta, Castellaneta -Taranto, nel castello Marchione Conversano. Nei castelli svevi di Bari, Trani, Barletta, Castel del Monte e nel complesso delle chiese rupestri San Nicola dei Greci e Madonna delle Virtù, sede delle grandi mostre nei sassi a Matera, dove è stata appositamente allestita la mostra “Cavalieri Raggianti custodi dei sensi”, le cui immagini sono visibili su facebook: paolodesantoli art è.

Da anni è l’artefice delle installazione de l’Edicola RaRa ha Terlizzi che ha ospitato tanti artisti italiani nel corso di quest’ultimo decennio. Tra le mostre recenti: nel 2017 a “Migranti&migratori“, Museo-FRaC di Baronissi; nel 2018 “Figure Apotropaiche”, Tipografia Portoghese, Altamura; “Recipere, direzione Ceramica”, Masseria Jesce, teatro della Memoria, Altamura; nel 2019 “La Murgia, il Monile”, Taverna Sforza, Castel del Monte e “Sfacciati, direzione Ceramica”, Masseria Jesce, teatro della Memoria, Altamura; nel 2020 “Direzione Meridiana”, Galleria Arte54, Molfetta.


Direzione artistica: Massimo Bignardi

Coordinamento organizzativo: Felicia Landi

Ufficio stampa: Caterina La Bella (Comune di Baronissi)

                             Barbara Landi (Museo-FRaC Baronissi)

Catalogo online: Gutenberg Edizioni

Redazione: Carmine Vitale

Progetto grafico: Enzo Ricciardi

Voce narrante: Andrea Avagliano

In collaborazione con:  Associazione CulturaleTutti Suonati

Eliana Petrizzi – Altri paesaggi della memoria (Mostra online)

Eliana Petrizzi – Altri paesaggi della memoria (Mostra online)

Venerdì 1 maggio alle ore 18.00, si inaugura la mostra di Eliana Petrizzi, apre al pubblico online, sui canali del Museo FRaC e del Comune di Baronissi e della Gutenberg Edizioni, la rassegna LUOGHI DEL PAESAGGIO, curata dal critico Massimo Bignardi.

 “C’era da aspettarselo – rileva Massimo Bignardi curatore della rassegna – che Eliana Petrizzi, con il tempo, spostasse lo sguardo verso i luoghi della vita, lasciando cadere, non saprei dire se definitivamente, l’attenzione agli imperscrutabili territori del volto e della figura umana. Ha, però, conservato e aggiornato, con i linguaggi della contemporaneità, i valori di una pittura che fa suo l’enigma della visione. I suoi paesaggi sono luoghi dalla memoria e non hanno relazioni con verità referenziali, se non per quei codici perenni che rendono il paesaggio un mistero della natura. Scorci di visioni aurorali, filtrate dai sentimenti dell’alba, di quanto il sonno cede all’insorgere di un nuovo giorno.”

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ELIANA PETRIZZI – OPERE IN MOSTRA

Chi è Eliana Petrizzi

È nata ad Avellino, ha studiato presso il Liceo Artistico e, successivamente, si è laureata in Lettere e Filosofia con indirizzo storico-artistico, presso l’Università degli Studi di Salerno. Nelle sue opere, in particolare nelle piccole tavolette cifrate da una tecnica controllatissima, l’artista ha sperimentato una ricercata pittura che attinge, almeno per gli aspetti formali, da una radice fiamminga segnata da un’impronta ideista. Le gelide interferenze visionarie dei volti, delle figure e ora anche del paesaggio, ci spingono ai margini dello scarto, verso il crinale che separa queste figure dalla loro vita spesa nei luoghi della realtà, nel loro affermarsi quali presenze effettive. Dalla metà degli anni novanta ha tenuto diverse mostre personali.

Tra le più recenti si segnalano quella allestita nel 2006 al Museo FRaC di Baronissi, e alla Galleria Area24 di Napoli; nel 2007 allo Spazio Mediterraneo di Positano, presentata in catalogo da un testo di Ada Patrizia Fiorillo. Nel 2011 espone alla Galleria Il Catalogo di Salerno, presentata da Massimo Bignardi. Nel 2014 alla Galleria Franco Senesi di Positano. Nel 2015 al MARTE di Cava de’ Tirreni. Nel 2016 presso il Convento di S. Maria degli Angeli di Montoro (AV), nell’ambito della rassegna MONTORO CONTEMPORANEA. Tra le principali mostre collettive e rassegne, oltre alle numerose presenze all’Expo Arte di Bari e all’Arte Fiera di Padova, si segnalano: nel 2009 “Persistenze sul confine dell’immagine”, a cura di Massimo Bignardi, Museo dell’Alto Tavoliere, San Severo (Foggia); “RED – L’Opera al Rosso”, Galleria Cerruti Arte, Genova. Nel 2011 espone alla 54a Biennale di Venezia, Padiglione Italiano (Lo stato dell’Arte – la Campania), a cura di Vittorio Sgarbi; nel 2013 “Iside Contemporanea”, Benevento, Museo ARCOS, a cura di Ferdinando Creta; nel 2016 “Dalla terra al cielo – Dal figurativo all’informale”, Gualdo Tadino (PG), Chiesa monumentale di S. Francesco, a cura di Vittorio Sgarbi.

Nel 2017 è stata invitata a “Ritratto-autoritratto”, Pinacoteca Provinciale di Salerno, ed a “Interni/Interior”, Galleria Nazionale della Puglia, Bitonto, entrambe curate da Massimo Bignardi. Nel 2018 il Museo-ARCOS di Benevento ospita una sua mostra personale Image à la sauvette alla quale fa seguito Dialoghi con la pittura , un’antologica dedicata ad una selezione di opere realizzate nei primi due decenni del Duemila, promossa dal Museo-FRaC, Baronissi e curata da Bignardi.

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Gianni Zanni – In coena domini (Mostra online)

Gianni Zanni – In coena domini (Mostra online)

Giovedì 1 aprile 2021 si inaugura online la mostra del fotografo GIANNI ZANNI, IN CŒNA DOMINI.

Curata da Massimo Bignardi, la mostra presenta 25 opere realizzate dal fotografo pugliese, dedicate agli oggetti e alle pietanze che richiamano il tema dell’Ultima cena, così come interpretati da significativi dipinti della storia dell’arte.

Questo lavoro, scrive Zanni nella dichiarazione di poetica contenuta nel catalogo online in uscita con Gutenberg Edizioni, “vuole essere una rielaborazione in chiave fotografica del menù dell’ultima cena del Cristo rappresentata da diversi artisti nei secoli passati e di cui certamente il più conosciuto è il Cenacolo di Leonardo. Gli still life fotografici realizzati rappresentano la trasposizione nella cultura gastronomica pugliese delle pietanze presenti sul tavolo del famoso affresco leonardesco e non è stata una impresa particolarmente ardua ritrovare numerose similitudini tra la raffigurazione leonardesca e quella concretezza del cibo presente nella tradizione gastronomica e sulle tavole delle feste natalizie e pasquali delle varie località e pugliesi.”

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“Quello di Zanni – spiega il curatore Massimo Bignardi – è, da oltre quarant’anni, un modo di porsi frontalmente all’oggetto che, scatto dopo scatto, diviene soggetto di una narrazione di forte valenza immaginativa. Anche in questa serie di lavori, dedicati a interpretazioni dell’Ultima cena, ha saputo intrecciare le inquadrature sperimentate nella sua esperienza di fotografo, interessato anche allo still life, con quelle archiviate nella memoria, ben alimentata da immagini tratte dalla storia dell’arte. Pone a confronto due analoghe interpretazioni di quel genere che è la ‘natura morta’ e ne ha ricavato un racconto che, più di aprire lo sguardo all’intera scena leonardesca, si sofferma sui primi piani, sui dettagli. La tavola imbandita, non poteva essere diversamente, è quella tipica della tradizione pugliese”.

GIANNI ZANNI – OPERE IN MOSTRA

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