Giuseppe Di Muro, al Museo FRaC “I Doni” dell’artista

Giuseppe Di Muro, al Museo FRaC “I Doni” dell’artista

L’Epifania, secondo la fede cristiana, è la “manifestazione della divinità visibile”; è la notte dell’attesa che vede, i magi, i tre saggi astrologi venuti dall’Oriente, ai piedi di quello che sarà il Redentore. È la notte magica che, nei nostri ricordi d’infanzia, da sempre ha segnato l’avvio di un nuovo anno.

Giuseppe Di Muro ha creato nuove forme in Dono all’anno che verrà e che sarà. Il suo auspicio di completo rinnovamento, di apertura al dialogo, ad un uomo nuovo non più prigioniero dell’economia, diventata unico orizzonte della nostra vita. Ha affidato alla tecnica del raku la manipolazione della materia, dell’argilla bianca che, affidata all’incandescenza del fuoco, cede riflessi metallici mostrando la magia del ‘formare’ che le mani custodiscono.

Giuseppe Di Muro introduce le sue creazioni

ORO

Nel corpo di un vaso a forma di pomo, sostenuto da tre piedini, l’artista ha riposto la preziosa luce del metallo, i cui riflessi sparge all’esterno, lasciandoli filtrare dalla cavillatura, che il processo raku dona alla superficie della forma. Melchiorre dona l’oro alla regalità della vita di tutti gli uomini, alla loro capacità di costruire l’avvenire del mondo.

INCENSO

Il dono che Baldassarre porta per i giorni che verranno, consapevole della profonda necessità di un tempo destinato allo spirituale. Con esso costruiremo il nuovo orizzonte, capace di tenere fuori, dalle nostre menti, la sfrenata ingordigia di potere che ha segnato questi ultimi decenni. Allineate l’una al fianco all’altra, le figure danzano sull’ansa dei vasi, rinnovando l’unità dello spirito.

MIRRA

Il dono che porta Gaspare ci richiama al valore che dobbiamo restituire al progetto di ‘umanità’. Cinque vasi bianchi, con figure che simboleggiano la molteplicità delle razze: corpi resi da semplici gesti delle mani, gesti di una narrazione che parla dell’uomo e della sua necessità di sentirsi parte attiva in un processo di rinnovamento sociale.

Chi è Giuseppe Di Muro

Nato a Giffoni Sei Casali nel 1957, si laurea in Architettura. Nella primavera del 2006 tiene la personale “Le Città Invisibili” patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, allestita a Villa Rufolo, Ravello (Sa), curata da Massimo Bignardi. Tra le mostre più recenti si segnalano le personali “Zoomorfismi”, tenuta nel 2009 presso l’Associazione Culturale Marocchino Arte Contemporanea di Bitonto (BA) e “Figure di Bosh” a Terlizzi (BA). Dello stesso anno è l’invito a partecipare alla mostra collettiva “Persistenze sul confine dell’immagine. Ripensando ad Andrea Pazienza”, organizzata con il patrocinio della Provincia di Foggia e del comune di San Severo presso il Museo dell’Alto Tavoliere della Puglia.

Nel 2010 partecipa con l’installazione Allegorie alla rassegna d’arte contemporanea “San Galgano Square” allestita presso il Palazzo di San Galgano, promossa dalla cattedra di Storia dell’arte contemporanea dell’Università di Siena. Dello stesso anno è la mostra personale “Eros e Thanatos. Ceramiche di Giuseppe di Muro” presentata da Pasquale Ruocco nell’ambito della sesta edizione di “Aperto”, Fës Show Room di Minori (SA). Nel 2010 partecipa alla mostra “Oleum. Tracce nei linguaggi del contemporaneo” allestita a Bitonto e nel 2011 è invitato al Padiglione Italiano della 54a Biennale di Venezia, curato da Vittorio Sgarbi, allestito presso l’Ex Tabacchificio Centola. Dello stesso anno è la personale presso il Museo Civico di Cetara; la presenza alla mostra “Arte in Città-Sculture”, installazioni, ceramiche nel cuore di Baronissi (SA).

Partecipa, nel 2015 alla mostra “Il Senso della Forma. Prospettive del Design Ceramico”, promossa da Fës Show Room Minori. Nel 2016 è invitato alla V edizione Flos Carmeli “Tavolo d’artista” allestita al Castello Aragonese di Agropoli e alla mostra “Le Stanze del Museo”, allestita alla Pinacoteca Provinciale di Salerno. Del 2017 la mostra “Migratori&Migranti”, promossa dal FRaC Baronissi; la personale allo Studio Arte Fuori Cento di Roma. A settembre, tiene una personale dal titolo “LAND END”, presso il Museo FRaC, Baronissi. Dello stesso periodo, l’invito alla mostra “RECIPERE” allestita alla Masseria Jesce (BA). Nel 2018 è invitato alla mostra “Interni/Interior” tenutasi presso la Galleria Nazionale della Puglia di Bitonto; alla collettiva “Tabulae Picta” Complesso Monumentale di Santa Sofia (SA) organizzata dalla Soprintendenza per i B.A.A.P.S.E.; segue l’invito a “Garantito Accademia “docenze d’artista”, presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone; alla mostra “Sessanta 1958-2018 Storia Testimonianze- Futuro” presso il Tempio di Pomona Salerno. A ottobre, l’invito alla collettiva itinerante “S-FACCIATI” allestita alla Masseria Jesce (BA) poi nei Luoghi di Pitti negli spazi dell’Ipogeo Niviera Altamura (BA). Sempre nello stesso anno la mostra “RECIPERE. Declinazioni della ceramica contemporanea” tenutasi presso il Museo della Città e del Territorio Corato (BA).

Ha coordinato con Massimo Bignardi, tra il 2003 e il 2011, il progetto e la realizzazione del Museo Arte Ambientale (MÄ) di Giffoni Sei Casali.

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